Salvini, perché non ti dimetti?

Scorrendo i vari lanci di agenzia, nasce, e credo lecitamente, un dubbio. Le mancate dimissioni di Salvini,  potrebbero essere il preludio di qualche brutta sorpresa, quale un governo tecnico?  O Salvini ha i  numeri per una reale sfiducia al governo Conte?  Allo stato attuale, stando ai sondaggi che vedono la Lega al 38%, nuove elezioni avrebbero come esito scontato il ministro dell’interno designato come nuovo Presidente del Consiglio.

Dall’altra parte Renzi sembra, solo a una lettura più superficiale,  aver aperto a una collaborazione con il Movimento, in apparente contrasto con una segreteria che vorrebbe andare al voto, nella  consapevolezza di finire, in caso di nuove elezioni, all’opposizione con un 25% di consensi. E non vi è alcun reale interesse, da parte del Pd, nell’assumersi responsabilità politiche che rischiano di portare il partito ai livelli dello scorso anno, in caso di manovre “lacrime e sangue”, regalando alla Lega ancor più consenso.

Gli unici ad aver reale necessità di un nuovo governo sono i rappresentanti del Movimento. Un Movimento  assestato al 16%, secondo gli ultimi sondaggi, e  capace di rispondere a tutte le varie provocazioni politiche, di destra e di sinistra, con atteggiamenti incoerenti e scomposti.  Da un Ministro Trenta che improvvisamente parla di “questioni etiche” innanzi a migranti che  ritrovano, dall’oggi al domani,  una dignità politica, a un Toninelli che si accoda, da bravo scolaretto,  alle  direttive della nuova ditta,  a un Di Maio che parla di frittate,  in perfetta sintonia con il menù di giornata,  a un premier Conte che lancia post su facebook, quando il ruolo istituzionale imporrebbe di lasciare dichiarazioni nelle sedi istituzionali, evitando frasi infelici, quali “sleale collaborazione”. Dichiarazioni capaci solo di rafforzare il consenso di un Salvini che, in conferenza stampa a Castel Volturno, snocciola dati su un operato apparentemente positivo a una stampa, silente e basita, innanzi alle dichiarazioni di un ministro sin troppo certo di poter fornire, anche il prossimo anno,  nuovi e positivi dati.

E nello psicodramma ferragostano con il  perfetto allineamento tra Lega e Pd, nel gioco del rimbalzo degli stracci,  e un movimento in preda a isteria collettiva sulle reali direzioni da prendere, variabili da sinistra a destra come se nulla fosse, il debito pubblico sale a oltre 2386 miliardi di euro. E tutto per colpa di Andreotti….

Ovviamente le nostre sono solo semplici considerazioni, al limite del surreale e dell’improbabile, ma che ci diverte fornire. Per analisi politiche serie, le stesse che paventano una possibile uscita dell’Italia dalla zona euro, in caso di vittoria leghista, potete rivolgervi ai professionisti dai raffinati curricula.

 

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