Il piano Tekne

Nell’estate del 1960 fu affidato alla società Tekne di Milano la redazione di un piano regolatore di sviluppo territoriale, fondamentale per l’avvio del Consorzio Asi. La redazione del piano, ossia il tentativo di  definire una pianificazione territoriale di una intera area del Mezzogiorno,  era di fatto un obbligo di legge da espletare per avviare le attività del consorzio stesso.   Nel 1961 la società Tekne  presenta  al consorzio Asi  la prima stesura della relazione, una indicazione di massima che delineava  le potenzialità di sviluppo e le criticità dell’area ionica.

Il documento prevedeva non solo una stima  del numero di posti di lavoro per periodo di circa venti anni, ma anche ipotesi sulle attività  che avrebbero potuto assorbire questa nuova forza lavoro. Ricordiamo che lo schema Saraceno prevedeva la creazione di un grosso polo industriale, la cui funzione primaria era di  implementare attività legate all’economia locale.

Tale schema però entrava in conflitto con la realtà che emerse dalla prima stesura del  piano Tekne. La mancanza di un piccola industria, la cui manodopera era stata per decenni  assorbita dai cantieri navali, ormai in fase di dismissione,  e il mancato sviluppo agrario avevano di fatto compromesso la capacità imprenditoriale del territorio.  Si pensò pertanto a nuove ipotesi di sviluppo, più accomodanti e congeniali  per gli obiettivi della Finsider. Si prospettò l’ipotesi di rinforzare lo sviluppo del siderurgico optando per  investimenti esterni e  ipotizzando la creazione di industrie “affini” al siderurgico finalizzate all’assorbimento  dell’imponente massa operaia prospettata.

Gli investimenti esterni caldeggiati si concretizzarono, nel 1964,   con la creazione,  in aree attigue allo stabilimento, di tre aziende: ossia la Cementir, consociata Finsider,  che lavorerà scarti del siderurgico, la raffineria Agip, e l’officina Belelli.

Da un piano di progettazione di sviluppo industriale, il cui obiettivo primario era di fornire linee guida per la crescita del territorio, attraverso l’implementazione di attività locali, il piano Tekne diverrà un modo, per la Finsider, di assorbire gli esorbitanti costi di  infrastrutturazione.

Nelle prossime settimane pubblicheremo stralci del piano Tekne, approfondendo alcuni passaggi fondamentali della relazione. Gli originali, in formato fotografico, solo liberamente visibili dietro richiesta. 

 

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