Riattivazione sito fotografico

Comunichiamo che abbiamo riattivato il sito fotografico, visitabile  cliccando sul seguente link aneripictures.com

Ogni mese cambieremo le foto esposte in homepage,  aggiungendo nuove fotografie. Perché lo facciamo? Perché ci diverte l’idea di mostrare realtà variegate e composite. E’ un modo per valorizzare terre per lo più sconosciute, e per guardare la bellezza o l’ipocrisia delle nostre terre non è sempre necessario pagare.

Nella vulgata comune ciò che non si vede non esiste, mentre la realtà, quella a noi conosciuta,  è  molto più articolata, sia in peggio che in meglio,  di quanto si possa immaginare.

Nel corso dei mesi pubblicheremo foto di arte, foto di  cronaca, e foto di reportage di approfondimento, sino alla attivazione di un nuovo sito che ci permetterà di tirare le somme del lavoro in corso.

All’interno del sito è presentata anche una scuola per quanti vogliano affrontare reportage di guerra. Cliccando sul  link potrete leggere la pagina di riferimento.  E’ una scuola aperta solo a collaboratori interni, ed è gratuita.  La prima classe ha iniziato il percorso formativo qualche giorno fa. Tra non poche difficoltà,  come  sempre capita alle nuove realtà, abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato per il primo corso sperimentale.

E in previsione di progetti futuri, abbiamo deciso di riaprire le   iscrizioni per il 2021. Per partecipare è necessario attenersi a quanto richiesto all’interno della pagina dedicata. Corso che, ribadiamo, è aperto solo a ragazze e ragazzi che intendano collaborare con noi, ed è finalizzato ad operare in zone di guerra in condizioni di sicurezza. 

A marzo 2020 sarà invece attivato, come già annunciato, un sito con articoli e foto riguardanti il caso Ilva. Al momento abbiamo deciso di attendere che la buffonata di Stato si concluda,  una buffonata che, di fatto,  autorizzerà l’azienda a perpetrare reati ambientali a danno della popolazione civile. Perché non raccontare i fatti di cronaca, seguendo gli eventi? Perché  vogliamo evitare di assecondare le agende  dettate dalla politica, non pubblicando veline di Stato riguardanti l’acciaieria di Taranto. Veline che servono, al momento, solo a spostare consensi politici da destra a sinistra e viceversa, in una  sterile e inutile polemica. In mancanza di documenti ufficiali, è  impossibile determinare quanto  realmente stia accadendo, in questi giorni, in termini storici, politici e sociali.

Allo stato attuale l’acciaieria continuerà a produrre, e gente innocente, impossibilitata a lasciare una città  ridotta allo stremo delle forze, continuerà a morire a causa  di un inquinamento imposto solo per questioni di Prodotto Interno Lordo.

Raccontare quanto accaduto nei decenni passati  servirà probabilmente a ben poco, ma ci sembra doveroso continuare a raccogliere materiale che denunci  una realtà scomoda per tutti.

Abbiamo iniziato questo percorso nel 2012 e lo porteremo avanti nella speranza che una qualche realtà amministrativa, l’unica preposta a decretare la chiusura dello stabilimento, decida, per questioni  sanitarie, di porre fine a un omicidio di Stato.

Auguriamo a tutti un sereno Natale.

 

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