Spagna e dintorni

Cosa accadrà a Marzo, oltre alla pubblicazione di Vite di Acciaio? Ci trasferiremo in Spagna. Abbiamo optato, momentaneamente, per la Spagna, e per una serie di motivi, tra cui la possibilità di esercitare il nostro lavoro dietro conseguimento di un ulteriore titolo di studio spagnolo, senza essere legati a ordini di “partito”.  L’estero purtroppo garantisce una maggiore meritocrazia rispetto all’Italia, pur non tutelando completamente la libertà di informazione.

Al momento, è la soluzione ottimale per tutti. Per quanti, come i nostri detrattori, sentono da anni la necessità di una intera nazione per esercitare il proprio potere, e per quanti, come noi, ambiscono a percorrere nuove strade,  conoscere nuovi mondi, e apprezzare nuove realtà.

L’acquisizione di una nuova lingua, e di nuove usanze, non ci spaventa. Sappiamo essere fonte di ricchezza il   permetterci di vivere il  profondo “disagio esistenziale” di conoscere nuovi territori.

Continueremo ad operare in Italia? Ovviamente sì. E’ una terra che offre infiniti spunti di narrazione, non necessariamente legati a risibili questioni giudiziarie che mai si risolvono in condanne definitive. Potremmo dire che sotto processo, in Italia, finiscono solo gli onesti, o uomini alla Cappato. I delinquenti sono a piede libero, almeno per il momento.

Un Paese che  ci auguriamo di raccontare, sia nella infinita  bellezza che negli infiniti orrori, per i prossimi decenni, ma con occhi nuovi e non più ancorati a spirituali  logiche malavitose che tanto hanno illuminato questi ultimi anni.

Vite di acciaio è un progetto nato nel 2012, innanzi alle prime manifestazioni di piazza che videro  Taranto teatro di una dura contrapposizione tra popolazione civile e operai, a fronte di una inchiesta giudiziaria che si rivelò devastante per la famiglia Riva, istituzioni politiche colluse, e Santa Madre Chiesa.

Avremmo dovuto presentare il progetto a fine processo “Ambiente Svenduto”,  ma il cambio di gestione aziendale, concessa al miglior acquirente,  una politica perennemente ostile alla città di Taranto,  e gli ultimi avvenimenti che hanno suggellato, in una sorta di continuità politica con i vecchi governi,  decisioni mal digerite dalla popolazione, e in pieno contrasto con esigenze di carattere  sanitario, ci hanno imposto di sopperire alla mancanza di documentazione con le testimonianze di quanti hanno vissuto,  e continuano a vivere, sulla propria pelle, gli esiti dell’inquinamento del siderurgico.  Vi saranno pertanto racconti di vita, che colmeranno la mancanza di documentazione giudiziaria di un processo ancora in corso – il cui racconto aggiungeremo a sentenza depositata, – e articoli  di carattere storico sulla nascita e l’evoluzione dell’Ilva.

Nell’attesa di ritornare a pubblicare,  con interessanti novità sul nostro Bel Paese, dove nulla cambia, e tutto resta uguale in un mortifero immobilismo, statico come tre orrende figurine dalle risibili fattezze,   ridiamo sul fatto che eterni adolescenti possano sentirsi così tanto minacciati dalla nostra presenza, al punto da giungere all’ossessione personale. Non pensavo d’aver tanto fascino da suscitare interessi erotici… anch’io ho una certa età. E a una certa età non si perde tempo con simili stupidaggini.

Siete persone adulte? Dimostratelo, una volta per tutte. E dimostrate di essere persone sane di testa, perché fino a ora avete dato dimostrazioni di costante e quotidiana follia. Energie perse le vostre, ma in mancanza di talento immaginiamo sia necessario sopperire con altri mezzucci.

Inutile chiedersi  dove saremo domani, e dove dopodomani.  Con chi saremo,  cosa penseremo, cosa faremo, e  di cosa discuteremo, nel vano tentativo di creare contatti che vi illumino sui nostri percorsi. Inutile persino cercare di capire i nostri percorsi, perché non crediamo possiate comprenderli.   E  soprattuto, inutile chiedersi, come poter  distruggere tutto ciò che vedete. O  in quale modo possiate devastare tutto quello che gli idioti o, per meglio dire,  i somari – che saremmo noi – hanno creato.

Crediamo fermamente che le vostre testoline vuote siano capaci di fumare solo  di perenne rabbia, ripetitive al pari di  criceti che corrono perennemente  in circolo, da decenni,  nella stessa gabbia. E siamo noi ad accendere il gioco.  Per ottenere un pò di sana rabbia, basta mostrare la mercanzia, e i giochi hanno inizio, assieme alle risate, le nostre risate. Se non foste patetici, diventereste persino divertenti.

E’ l’immagine più vicina e realistica al funzionamento dei vostri neuroni, quella del criceto in gabbia.  Basta accederla la luce e correte all’unisono nel gabbietta.   Musica per le nostre orecchie.

Capita, a fine carriera, dopo una vita di secondi, di terzi, quarti  posti e di seconde, terze e quarte scelte, quando si è sempre cercato di vincere con ogni mezzo. Capita, dopo una vita persa in  inutili baggianate. Capita, quando si vive di plastica. E ci si nutre di nulla, che ci si ossessioni con degli idioti.

Vi riveliamo una verità incontrovertibile. Il mondo è pieno di idioti che sarebbero ben lieti di ricevere la vostra illuminante attenzione. E’ una questione di affinità elettive, basta cercare altrove, magari negli ambienti malavitosi che abitualmente frequentate e che vi rispecchiano fedelmente, ambienti politici e spirituali di cui vi fregiate.

Noi siamo idioti, non sufficientemente capaci,  non all’altezza della vostra cultura,  o  delle vostre raffinate analisi politiche, né sufficientemente intelligenti  da comprendere l’articolata profondità di certe pratiche pedagogiche,  inutili, insulse e vuote, come voi.

E perdonate la satira, ma quando ci capitate a tiro, sbeffeggiarvi è d’obbligo. Non tutto è  una questione di soldi, signori, fortunatamente. E una sana zappa la vedremmo volentieri tra le vostri mani. In mancanza di talento, quello vero, è una buona alternativa.  Fa parte della coerenza politica di parte, quella degli inutili fondi a pioggia per ottenere consensi politici, e preservare poltrone. Si chiama clientelismo, la novità apportata dal nuovo che avanza.

In fondo,  per la contemporanea politica basta essere ancora in grado di concepire un figlio, e limitarsi a far lavorare l’utero,  e giovani  e sensuali come siete, non dovrebbe essere difficile. Datevi da fare e coronate il vostro sogno d’amore,  e potrete aggiungere fondi statali a fondi statali sotto il materasso. Così si diventa ricchi…

Nel frattempo attendiamo la nascita del principe ereditario, per festeggiare. Il bastone per la vecchiaia, come preferite. Forza e coraggio, che l’Italia ha necessità di neonati e una gravidanza è il regalo più grande da fare al proprio uomo, almeno sino a quando si è belli, giovani e fertili… come voi.

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